[JMJ 97 - Le Cyberjournal]

Per quei miglioni di uomini che non vogliono maledire...


Sul Parvis des Libertés et des droits de l'homme, il Santo Padre unisce la sua preghiera a quella dei giovani che soffrono.


Trocadero APPLAUSI ritmati, un unico ritmo per tutti i paesi rappresentati. Dieci giovani affiancano il Papa, accolto Geneviève Antonioz de Gaulle, presidente di ATD Quart Monde. Intorno al Parvis des Libertés, una delegazione di giovani provenienti da ambienti diversi, vittime o solidali nella sofferenza, formano una immensa cornice umana. Una ragazza della Réunion cita le parole di una giovane mamma africana: "Quando uno ha fame non puo' parlare". E aggiunge: "Ma questa lapide parla per noi. Insieme rifiutiamo che la miseria distrugga l'umanità". Sulla pietra commemorativa del raduno animato nel 1987 dal padre Joseph Wresinski, fondatore dall'ATD Quart Monde, una sua frase: "Dove uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell'uomo sono violati".

Il Papa introduce la Preghiera Universale scritta dallo stesso Padre Joseph, e riceve poi dai giovani un ricordo delle loro famiglie e delle loro terre umiliate dalla miseria. Il cerchio si stringe intorno al Papa, con una dignità, il silenzio interiore di chi ha sofferto.

L'arrivo e l'accoglienza del Santo Padre si svolge dunque sotto il segno e il ricordo dei membri sofferenti della gioventù del mondo. Ma presto, il ritmo silenzioso diventa un Alleluia di speranza nel futuro da costruire.

Ginevra Rossi