[JMJ 97 - Le Cyberjournal]

Dieci giovani battezzati dal Papa


Veglia battesimale all'ippodromo di Longchamp sabato sera. Una coregrafia suggestiva per una testimonianza di fede davanti a più di 800 000 giovani.



L'ANIMA mia ha sete del Dio vivente. Quando vedro' il suo volto?". La voce potente ed espressiva di Robert Hossein apre con queste parole la veglia battesimale durante laquale dieci giovani dei cinque continenti saranno battezzati:

Désiré dal Burkina-Faso, Aleksey dalla Russia, Louis-Marie da Hong-Kong, Jacqueline dal Kenya, Katia Maria da Tahiti, Megan-Lucia dagli USA, Jean-François dal Cambodge, Raimary-Clara da Cuba, Arnaud dalla Francia e Grober-Marcos dalla Bolivia. "Una forza mi portava avanti, testimonia Désiré, tanto che diverse persone venivano a confidarsi da me, anche se non avevo ricevuto ancora nessun insegnamento". Le testimonianze dei giovani o dei loro padrini sembrano volare attraverso la folla, portati dai trenta aquiloni bianchi.

  • Cosa chiedete? pronuncia il Santo Padre.
  • La fede.
  • Che cosa vi dona la fede?
  • La vita eterna.
  • La vita eterna è conoscere il vero Dio, e Colui che egli ha mandato, Gesù Cristo. Avete ascoltato la sua Parola?

Sinfonia di bandiere per accogliere il Papa.

Longchamp, Sabato, ore 17.30. Un ippodromo lungo 2000 metri coperto di pellegrini. Si parla già di un millione e non sono ancora le 18.00. L'altoparlante continua a invitare i giovani a stringersi di più, per lasciare posto a tutti quelli che ancora non sono entrati.
Ore 18.00.

Il maestro Myung Whun Chung, ex direttore d'orchestra dell' Opéra Bastille, introduce il concerto, prima parte della veglia: "Dio ci ha dato il linguaggio della musica". Applausi. Eppure la musica proposta non è quella dei Rolling Stone che hanno dato due concerti qui a Longchamp, ma quelle di Mozart, Verdi, Messiaen, eseguite dall'orchestra delle GMG di Parigi e dalla corale di Santa Cecilia in Roma. Andrea Boccelli canta l'Ave Maria di Schubert e il pubblico ritma di applausi l'Alleluia del Messia di Haendel.

Ma l'applauso più caloroso è salito dal campo quando sullo schermo è apparsa la figura bianca del Papa. Tra bandiere e... scapolari, un gruppo di francesi alzano uno striscione: "Giovanni Paolo II, grazie di essere un padre per noi!".

Il centro della celebrazione è dunque la nuova nascita dei dieci giovani catecumeni che in questa notte di sabato passano dalla morte alla vita, immersi nella morte e risurrezione di Cristo: "Con san Paolo, cari giovani, voi dite al mondo: la nostra speranza è sicura. Per Cristo, viviamo per Dio..; Conto sul vostro coraggio e sulla vostra fedeltà. E il Papa di paragonare la coraggiosa fedeltà di cui sono capaci i giovani alle parole degli apostoli che, a Gesù che chiede loro se vogliono andarsene, rispondono: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai Parole di vita".

Su una melodia ascendente vengono cantate le litanie dei santi, mentre nel viale centrale si srotola un libro di stendardi con la rappresentazione di santi. Tutti gli elementi della coreografia liturgica - i canti, le luci, dal blù dell'acqua al rosso dello Spirito Santo, passando dal bianco della risurrezione, l'immensa cattedrale di luci creata dai fari, le vetrate riprodotte sugli schermi ai piedi delle colonne luminose - stanno a sottolineare il centro della fede cristiana, la fede nella salvezza portata dalla morte e risurrezione di Cristo.
Si puo' infatti parlare di coreografia, pensata per fare di questo triduo un cammino pedagogico per una crescita nella fede del mistero pasquale. Mezzi moderni e professionisti della comunicazione non sono stati scartati. Tutto contribuisce alla qualità e alla profondità di questa veglia battesimale, fino al lunghissimo Magnificat finale che fa eco ad un commento del Papa due giorni prima: "Si', veramente, Magnificat ! ".

Ginevra Rossi